Ludovico Einaudi

Dopo il grande successo internazionale che ha toccato anche il Giappone, l’India e gli Stati Uniti, dove è in prossima uscita il suo album Divenire, Ludovico Einaudi prosegue l’intensa attività dal vivo con un fitto tour di date italiane estive tra cui il No Borders Music Festival di Tarvisio.

Ludovico Einaudi, uno dei pianisti e compositori più conosciuti e apprezzati nel mondo, dal mese di febbraio 2008 è ripartito con il tour internazionale, iniziato nel 2007 e culminato lo scorso novembre con un memorabile concerto alla Royal Albert Hall di Londra. Recentemente il tour ha toccato anche l’India, Stati Uniti e il Giappone.

La location suggestiva del famoso lago enfatizzerà il solo di Ludovico Einaudi per uno spettacolo di rara bellezza.

BIOGRAFIA – dal sito ufficiale

Ludovico Einaudi, compositore e pianista.
La sua musica affonda le radici nella tradizione classica con l’innesto di elementi derivati dalla musica pop, rock, folk e contemporanea.
Le sue melodie, profondamente evocative e di grande impatto emotivo, lo hanno reso oggi uno degli artisti più apprezzati e richiesti della scena europea.
A seguito del suo ultimo album, Divenire (Decca 2006, Disco d’Oro in Italia), ha fatto un tour europeo di oltre 80 concerti, culminato nel novembre del 2007 con un concerto alla Royal Albert Hall di Londra davanti a 4000 persone.

Nato a Torino il 23 novembre 1955, si è diplomato in composizione al Conservatorio G. Verdi di Milano, e si è perfezionato sotto la guida di Luciano Berio.
Verso la fine degli anni Ottanta attraversa un periodo di sperimentazione e ricerca, durante il quale inizia a collaborare con il teatro e la danza.

Nel 1990 pubblica ‘Stanze’, 16 composizioni interpretate dall’arpa elettrica di Cecilia Chailly. L’album viene pubblicato anche in Inghilterra: si racconta che quando la BBC mandò in onda alcuni brani, la segreteria dell’emittente britannica andò in tilt per rispondere agli ascoltatori che volevano sapere chi era l’autore.

Ma è l’album ‘Le Onde’ (1996) che rappresenta il vero punto di svolta nella sua carriera.
Con ‘Le Onde’ Einaudi compone e interpreta un ciclo di ballate per pianoforte ispirato dall’omonimo romanzo di Virginia Woolf.
Il disco, concentrato di quel suono circolare, avvolgente e minimalista che diventerà la cifra del suo stile, sarà pubblicato un paio di anni dopo nel Regno Unito, riscuotendo unanime consenso di pubblico e di critica.
Nel frattempo il regista Nanni Moretti sceglie alcuni brani per il suo film Aprile, a cui faranno seguito una serie di proficue e premiate collaborazioni con il cinema, fra cui “Fuori dal Mondo” (Echo Klassik Preis) e “Luce dei miei occhi” (Italian Music Awards), di Giuseppe Piccioni, “Dr Zhivago” (Gold Word Medal New York Film Festival), di Giacomo Campiotti, “Sotto Falso Nome” (Best Filmscore Avignon Festival), di Roberto Andò, fino al più recente This is England (Music Nomination BIfa), dell’inglese Shane Meadows.

L’atteso seguito di “Le Onde” si intitola ‘Eden Roc’ (1999) e prosegue la ricerca sull’approfondimento della canzone strumentale iniziata precedentemente, con l’aggiunta di un quintetto d’archi e della collaborazione con il grande musicista armeno Djivan Gasparijan.

Sul finire del 2001 è tempo di ‘I Giorni’, altra raccolta di brani per piano solo, sulla scia di un viaggio in Mali – terra di cantastorie e di antiche tradizioni musicali- durante il quale Einaudi incontra il maestro della kora Toumani Diabate. L’album possiede una sua particolare leggerezza, ma allo stesso tempo è ricco e profondo. Melodie lineari, tanto suggestive da apparire ancestrali, già esistenti dentro ognuno di noi.
In Mali ritornerà nel gennaio 2003, per partecipare alla terza edizione del ‘Festival au Désert. Questa volta a riportarlo in Africa è Ballaké Sissoko, altro mostro sacro della kora.
Un brano di quella performance, ‘Chameaux’, sarà inserito nel disco dal vivo ‘Le Festival au Désert’.
Einaudi ricambierà l’ospitalità invitando Sissoko in Italia per una serie di concerti e per registrare l’album ‘Diario Mali’.

Il 2003 è caratterizzato da puntuali ‘tutto esaurito’ sia in Italia che all’estero. A cominciare dalla Gran Bretagna, dove nel frattempo esce ‘Echoes (The Einaudi Collection)’, una raccolta dei suoi successi, che supererà le 100 mila copie vendute.
Nello stesso anno è nel cartellone della Scala di Milano, dove registra il doppio live ‘LaScala:Concert 03 03 03′, che contiene tutti i brani più noti dell’autore e anche un omaggio al rock con una versione di “Lady Jane” dei Rolling Stones.

Quando esce ‘Una mattina’, il primo album firmato con la Decca, nell’autunno del 2004, il disco schizza subito al primo posto delle charts britanniche di musica classica.
A colpire nel segno sono le melodie ondulatorie in continuo movimento, fra accelerazioni improvvise e altrettanto subitanee sospensioni, mai così solari e ‘positive’.
Da quel momento, Einaudi inizia un tour fortunato e pressoché infinito, che lo porta in giro per l’Europa, offrendogli spunti per collaborazioni inedite e sempre più stimolanti, in bilico tra suoni classici e d’avanguardia, suggestioni etniche ed elettronica.

Nel 2007 ha aderito a un progetto umanitario per la raccolta di fondi per la costruzione di pozzi d’acqua in Africa, gestito dall’Associazione Ali 2000/Onlus.

Nel 2008 ha impegni concertistici in Italia, Svizzera, Belgio, Olanda, Francia, Germania, India, Stati Uniti e Giappone.

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